Al Metalist Kharkov danno prima la maglia a lui e poi scelgono gli altri dieci titolari. Josè Ernesto Sosa voleva giocare con continuità e pur di farlo, in accordo con il suo agente Favio Bilardo, ha deciso di andare in Ucraina. Per la stessa ragione, nell’estate del 2010, il Principito (questo il suo soprannome per via della somiglianza con Enzo Francescoli) aveva lasciato il Bayern Monaco.
Nel Napoli, però, non ha avuto lo spazio che cercava. Domani sera al San Paolo sfilerà il suo passato, ma Sosa non ha dubbi di sorta: «Tiferò per il Napoli», dice da Kharkov, dove sabato scorso è sceso in campo (ovviamente per tutti i novanta minuti) nella vittoria della sua squadra contro il Chernomorets di Odessa. Sin qui per lui due reti in quattordici partite tra campionato ed Europa League e, soprattutto, la soddisfazione del ritorno nella Seleccion, anche in questo caso da titolare. Di Maria, Sosa e Messi dietro Higuain: questo lo schieramento scelto dal c.t. Sabella per l’esordio dell’Argentina nelle qualificazioni al Mondiale 2014. Amarcord – Eppure, Sosa nel Napoli giocava poco: «Non ho mai avuto problemi con Mazzarri dal punto di vista personale — racconta l’argentino —, semplicemente lui preferiva impiegare altri giocatori. Non c’è stato feeling sotto il profilo tattico». Anche a Monaco, Josè Sosa aveva faticato a conquistarsi il posto. Il tecnico Van Gaal lo impiegava con il contagocce e così a gennaio del 2010, Josè è tornato all’Estudiantes per sei mesi. Con lui, giocava anche Federico Fernandez. Adesso, i due si ritrovano in nazionale: «Aspetto il Pocho nelle prossime convocazioni— continua il suo discorso Sosa —. Con Fernandez, parliamo sempre del Napoli e di Napoli. Io sono innamorato della città — afferma il giocatore argentino—, avrei voluto comprare casa e stabilirmi lì. Della mia avventura in Italia conservo solo bei ricordi. La città e i tifosi sono meravigliosi”. Occhio interessato – Ecco perché domani sera, visto anche il freddo di Kharkov, si metterà al collo la sciarpa azzurra: «Ho tanti amici ancora nello spogliatoio del Napoli, soprattutto tra i miei connazionali. Farò di tutto per vedere la partita. Spero di riuscirci in streaming, via Internet. Il Bayern Monaco è molto forte, ma il Napoli sono certo che non è da meno. Sarà di sicuro una bella sfida tra due squadre che praticano un bel calcio». Duelli – Josè preferisce evitare paragoni tra ex compagni. «Ribery o Lavezzi? Sono due grandi campioni», si limita a commentare. Sosa è l’unico doppio ex della storia di Napoli e Bayern, due società diventate amiche anche grazie alla trattativa per portare il Principito in maglia azzurra. Non a caso, infatti, pochi mesi dopo l’acquisto di Sosa, il Napoli ha formalizzato la propria iscrizione all’Eca, l’associazione dei maggiori club europei presieduta dal massimo dirigente dei bavaresi Karl Heinze Rummenigge. Il San Paolo è rimasto nel cuore di Josè. Uno stadio molto più simile a quelli sudamericani rispetto all’Allianz Arena. Una sola volta, però, è riuscito a farlo esultare: Napoli-Cesena 2-0, assist di Mascara e gol in spaccata. Alla qualificazione Champions ha contribuito anche lui: «Ecco un altro motivo per cui farò il tifo per il Napoli », conclude il Principito.
Fonte: lagazzettadellosport. it







