«Voglio una stadio da Champions», così il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha esordito nel vertice di lunedì a Palazzo San Giacomo con il sindaco Rosa Russo Iervolino, il vice Tino Santangelo e l’assessore allo Sport Alfredo Ponticelli. L’auspicio del presidente è condiviso dal primo cittadino. La questione come sempre è sui soldi: chi finanzia l’operazione atteso che il Comune è con le casse più che vuote?
A diradare la nebbia da un lato la convenzione fra Comune e Calcio Napoli. Una cornice giuridica che dà ampi margini di manovra a De Laurentiis nel San Paolo e anche fuori le mura della struttura di Fuorigrotta. Dall’altro il portafogli del patron arricchitosi di sponsor importanti pronti a investire grazie alla crescita della società. De Laurentiis, in sostanza, è pronto ad avocare a sè – come fece con i tornelli – i lavori da fare perché entro il prossimo anno sportivo, il 2010-2011, il San Paolo possa essere davvero uno stadio da Champions. Cosa bisogna fare?
Interventi strutturali sono ancora in fase di verifica, però il tema di un restyling – molto sostanzioso – è caldissimo. De Laurentiis è d’accordo con la Iervolino sulla necessità di intervenire per incrementare la videosorveglianza per soddisfare la crescente domanda di sicurezza. Poi occorre sostituire tutti i sediolini, ormai vecchi e non più a norma. Ineludibile la necessità dell’installazione dei maxischermi o dei tabelloni. E ancora, forse la parte più cogente del progetto, l’apertura di una decina di punti vendita, i «fans shop», dentro lo stadio. E ancora recupero delle parti sotterranee dello stadio. Su questo c’è già qualcosa in più di una ipotesi che riguarda un parcheggio. Rispetto al passato, quando Comune e De Laurentiis hanno avuto molte difficoltà a intendersi su come gestire lo stadio, questa volta la sensazione è che si siano fatti passi in avanti. Tanto che per i tifosi la sorpresa del nuovo anno calcistico dovrebbe essere proprio quella dei tabelloni, mentre il resto dei lavori dovrebbe concludersi nell’arco dei prossimi 12 mesi.
Fonte: Il Mattino








Penso ke il problema degli skermi sia fondamentale , per dare qualkosa in piu’ ai tifosi ke pagano profumatamente !!
Ma nessuno parla della rimozione della pista d’atletica?E’ orribile…in una città che vive di calcio,si penza ancora a “ristruttutare” il San Paolo,bah cmq,se penso che in Inghilterra squadre di serie B hanno stadi bellissimi,mi avvilisco.