Roberto Donadoni: “Non amo buttare il fumo negli occhi dei tifosi, il Napoli non è da Uefa”
mercoledì, ottobre 7, 2009 15:02
Roberto Donadoni ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, trattando vari argomenti.
DE LAURENTIIS - “Che persona è De Laurentiis? Un vulcano. Che conosce molto poco del nostro mondo. Deve imparare tanto com’è giusto che sia. Vive troppo poco l’ambiente dello spogliatoio. Ovviamente ho apprezzato anche una persona splendida, il nostro ultimo colloquio è stato molto civile. Non so che dire: posso assicurare di aver conosciuto entrambi gli aspetti del suo carattere. Gli ho detto che se lui mi facesse tre domande di cinema non saprei rispondere. Così come viceversa se le ponessi io di calcio. L’ho sottolineato senza livore perché non sono rancoroso, nel pieno rispetto della persona”.
IO ESTROMESSO DALLE SCELTE DI MERCATO - “Tornando a Reja quel giorno ebbi la sensazione di una persona felice, contenta di lasciare quella situazione complessa. Marino ha parlato di una grande campagna acquisti da 50 milioni? Si può dire tutto, lui l’ha fatto per avvalorare le sue scelte. Ma è opinabile. Non mi pare siano arrivati acquisti dal Real o dal Barça. C’è un buon gruppo che ha bisogno di crescere. E per questo non si può avere fretta. Sono deluso dei risultati, per cui posso rispettare la sua scelta anche se non la condivido. Però è vero o no che in giugno mi è stato detto di pensare ad allenare e non occuparmi di mercato? È vero o no che quando chiedevo un esterno sinistro mi è stato pubblicamente risposto che dovevo comprarmelo? E allora siccome non sono uno stupido mi sono messo a lavorare sodo capendo la situazione”.
QUESTA SQUADRA NON E’ DA UEFA - “Dovevo essere più deciso nel non accettare il concetto che questa squadra è da Uefa. Non basta spendere per essere competitivi, ci vuole pazienza. E non mi piace buttare fumo negli occhi alla gente. Questo non significa che io non creda nelle potenzialità della squadra. E siccome non faccio parte del club degli invidiosi, auguro a Mazzarri di centrare l’obiettivo. Ma non direi mai che questa squadra vale l’Europa oggi, perché sarei scorretto nei confronti del collega e della tifoseria. La mia esperienza a Napoli è un romanzo con una tinta di giallo. Ma di quei gialli in cui mi piace pensare che nessuno si faccia male”.
FABIO CANNAVARO SAREBBE STATO UTILISSIMO – “Perchè non è arrivato Fabio Cannavaro? Non riuscivo a spiegarmi le dichiarazioni del presidente quando disse che era troppo vecchio. E’ uno dei miei grandi rammarici non averlo preso. Fabio, con la sua grande esperienza e con il suo carisma sarebbe tornato molto utile. Una squadra è costruita con tante componenti, non solo con giovani, seppur promettenti”.
TIFOSI - “Ho vissuto 7 mesi intensi, passati sui campi di calcio per costruire qualcosa di importante dal nulla. I tifosi, e ne ho conosciuti davvero tanti, mi sono stati vicino con la loro passione: Napoli mi resterà nella pelle”.
Fonte: Pianetanapoli.it
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