17 maggio 2012

Mauro Esposito, napoletano doc ed ex calciatore del Cagliari, ha rilasciato un’intervista in esclusiva al nostro portale dove ci ha svelato il motivo per cui non è arrivato a vestire la maglia azzurra due stagioni fa, e di alcuni retroscena legati al presidente rossoblù Massimo Cellino. Come hai visto il Napoli a Parma? E’ una casualità che il ritorno di Lavezzi sia conciso con il ritorno alla vittoria della compagine partenopea? “La vittoria del Tardini è stata davvero fondamentale perchè gli azzurri venivano da un periodo di leggera flessione dovuta ad incontri ravvicinati in pochi giorni. Ho davvero visto una squadra combattiva, che ha voluto reagire a tutti i costi allo svantaggio iniziale di Palladino. Sicuramente non è un caso che il ritorno di Lavezzi sia conciso con i tre punti perchè è inutile nascondere che l’argentino è determinante per le sorti del Napoli in quanto è l’unico che salta l’uomo e ti crea la superiorità numerica. Il campionato del Napoli è davvero entusiasmante, e non bisogna abbattersi per qualche stop perchè fa parte di un processo di maturazione che sta seguendo la squadra.” Napoli e Cagliari sono due piazze che non si amano di certo. Secondo te da cosa dipende tutto questo astio fra queste due tifoserie e come reputi l’atteggiamento offensivo che Cellino ha spesso usato contro i napoletani? “L’odio fra i sardi ed i napoletani non riesco davvero a capirlo ancora oggi. Ricordo che quando vestivo la maglia del Cagliari e dovevamo incontrare il Napoli, era una gara diversa e molto sentita non solo in città ma in tutta la Sardegna. Su Cellino credo che le sue esternazioni contro Napoli siano frutto un pò del suo istinto e non del suo reale pensiero. Vi assicuro che il patron del Cagliari è una brava persona, e sono convinto che si sia pentito di aver detto determinate cose offensive verso il popolo napoletano. Il mio rapporto con lui è sempre stato ottimo ed è stato colui che mi ha lanciato nel calcio che conta” Chi può essere l’uomo decisivo da entrambi le parti nel match di domani sera? “Per il Napoli punto tutto su Edinson Cavani perchè viene da un periodo di astinenza da gol che gli sta procurando un pò di nervosismo perchè il gol per un bomber è tutto. Domenica sera sono convinto che possa sbloccarsi da questo digiuno e portare questo Napoli sempre più in alto. Sul Cagliari non ho un nome particolare ma punterei sul collettivo che è la vera forza di questa squadra. I sardi hanno calciatori validi come Cossu e Conti ma anche un impianto di gioco consolidato ed all’altezza della situazione” Sarà anche la sfida fra Mazzarri e Donadoni… “Donadoni non lo conosco fino in fondo. Ho avuto il piacere di lavorare con lui in Nazionale dove mi chiamò in due occasioni. E’ una persona perbene che instaura con i calciatori un rapporto umano che non ha eguali. A Napoli forse è venuto in un periodo sbagliato perchè aveva perso un Europeo e non era ancora pronto per una piazza così esigente di calcio nell’immediato. Invece a Cagliari, in un ambiente più piccolo, sta dimostrando tutte le sue qualità tecniche e i risultati parlano chiaro. Mazzarri è un condottiero che dà una carica incredibile dentro e fuori dal campo, non vorrei essere banale ma è il valore aggiunto per questo Napoli. Da quando è approdato sulla panchina azzurra sta facendo davvero risultati eccezionali.” In Sardegna hai avuto il tuo exploit calcistico segnando a raffica, poi una fase di calo dovuta ad un brutto infortunio e poca fiducia di qualche mister. Se potessi tornare indietro, rifaresti determinate scelte o cambieresti qualcosa? “La fiducia di un tecnico per me è tutto, a Cagliari avevo l’appoggio di tutti ed ho fatto benissimo. Poi decisi di andare alla Roma perchè ad un club così non si può dire di no, ma vuoi per problemi fisici e poco adattamento non sono riuscito a dimostrare tutto il mio valore. Il pubblico romano è comequello napoletano non ti aspetta e subito ti critica ed allora il feeling fra me e loro non sbocciò Da qui decisi di lasciare la Capitale per tornare a giocare ed ad essere un giocatore vero, è così mi accasai prima al Chievo e poi al Grosseto dove ho fatto bene. Non cambierei nulla perchè i miei obiettivi li ho raggiunti, forse avrei voluto avere più fortuna quando sono approdato in un club come quello giallorosso.” Si è sempre parlato di te in ottica Napoli negli anni scorsi. C’è mai stato un momento in cui eri realmente vicino alla squadra azzurra? “Sono stato vicinissimo al Napoli due anni fa quando Marino era il dg. Era il mercato invernale ed io ero praticamente daccordo con il Genoa, ma mi chiamo l’ex dg del Napoli per dirmi che mi voleva con lui ed io, con tanto entusiasmo e voglia, feci saltare tutto con il club di Preziosi perchè la maglia azzurra è tutto per me. Poi nelle ultime ore del mercato arriva la doccia fredda: Marino mi contatta e mi dice che è saltato tutto perchè non si è accordato con la Roma. E’ stata dura per me digerire questo perchè ero al settimo cielo, sono davvero rammaricato di non essere venuto a giocare nella mia squadra del cuore. Inoltre tendo a precisare che non è vero che sono stato io a rifiutare il Napoli, ma la trattativa è saltata per altri motivi tecnici.” Un pronostico per Napoli- Cagliari… “Gli azzurri partono favoriti sia per qualità tecnica che per interessi di classifica. Una vittoria sarebbe vitale per rimanere attaccati al treno di testa e fare un pensierino a quella parola che nemmeno io voglio pronunciare…. Non sarà una partita facile perchè il Cagliari farà la partita della vita sia per la rivalità sia perchè Donadoni vorrà dimostrare al pubblico di Napoli che di calcio ne sa anche lui. Ci vorrà molta attenzione e grande ritmo nelle verticalizzazioni” Fonte: Calcionapoli24.it

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