Maggio: “A piedi a Pompei per l’Europa”

giovedì, dicembre 24, 2009 16:22
Inserito nella categoria: INTERVISTE
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Fabio Mandarini A Ortisei, la perla della Val Gardena che ha dato i natali alle stelle polari Carolina e Isolde Kostner, fa un freddo boia: «Non ci lamentiamo, ma l’importante è stare bene. E soprattutto godere di un po’ di vacanza, finalmente». Breve ma intensa, perché tra quattro giorni si torna in campo: «Pronti, nessun problema. L’Atalanta ci aspetta».

Vabbè, promosso. Anzi, nominato vincitore dell’oscar azzurro 2009. Sì, una bella presentazione alla De Laurentiis: ladies and gentleman, Christian Maggio. «Ma no, non merito tanto». Sicuro? L’8 marzo si rompe il crociato del ginocchio destro e viene operato; il 23 agosto gioca la prima di campionato a Palermo; il 18 novembre è titolare in Nazionale nell’amichevole di Cesena con la Svezia; Mazzarri lo ritiene insostituibile. Una cavalcata pazzesca cadenzata da sacrifici, coraggio, costanza e serietà. «Non male, ma ora viene il bello». Sì, certo, ora bisogna completare l’opera: non crede? «In che senso?». Evviva la scaramanzia, ma il Napoli non può più nascondersi: l’Europa è diventato l’obiettivo primario. «È l’argomento del momento, me ne rendo conto, perché i risultati parlano chiaro: da quando è arrivato Mazzarri qualcosa è cambiato e siamo cresciuti partita dopo partita. Viviamo il presente, lo sapete, ma diciamo anche: proviamoci». E la Champions? «È un sogno, e ogni tanto sognare fa bene. Senza perdere di vista la realtà». Domanda cattiva: lei preferirebbe disputare il Mondiale o conquistare un posto in Europa con il Napoli? «Ma dai…». D’accordo, cambiamo: che darebbe per giocare in Sudafrica con l’Italia e una coppa con il Napoli? «Ora, sì… Beh, andrei a piedi a Pompei per due volte. Andata e ritorno. Tanto sulla strada troverei tanti napoletani gentili con i rifornimenti di acqua e frutta, tipo ciclisti». I sacrifici sono la sua storia. «Non mi spaventano: quattro mesi e mezzo dopo l’intervento sono tornato in campo e poco dopo Lippi mi ha concesso una chance in Nazionale. Non ho mai mollato, spero di continuare così». Anche il Napoli non si arrende mai. Merito di? «Del gruppo. Mazzarri ha dato gioco, serenità e una carica infinita. Lui è come la squadra: lotta e ci crede fino alla fine. Siamo irriducibili». Faccia il giornalista e dia un voto al 2009 del Napoli e di Maggio. «La squadra merita 8, perché ha saputo rialzare la testa. per quel che mi riguarda, 5,5 fino all’infortunio e 7,5 da agosto a oggi». Le dispiacerebbe assegnare anche il suo oscar azzurro 2009? «A Tommaso Starace, uno dei magazzinieri del Napoli: è bravissimo e lavora tanto. È sempre presente e disponibile. Una persona speciale». Dove trascorrerà il Natale? «A casa con la mia famiglia, a Montecchio Maggiore: cena e poi a messa, come sempre». Abbandona Ortisei? «Sì, ci siamo concessi una breve vacanza romantica con Valeria, la mia futura moglie: ci sposeremo a maggio». Un mese a caso… A proposito: Hamsik ha dichiarato che chiamerà Christian, come lei, il suo primogenito. Maggio è l’uomo del momento? «Ma no, dai, è solo un caso… Posso dire una cosa prima di andare?». Prego, s’immagini. «Auguri a tutti i napoletani». E a Lippi? «Gli telefono».

Fonte: Il Mattino

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