De Laurentiis: “S. Paolo da rifare a modo mio. E occhio a una nuova Calciopoli”
martedì, dicembre 1, 2009 15:49
Aurelio De Laurentiis e lo stadio San Paolo: una storia infinita. La struttura, che domenica compirà 50 anni di vita (6 dicembre 1959), è ormai un problema cittadino. Il Comune non ha fondi, tanto da valutarne anche la vendita a privati, e così il presidente del Napoli fa la sua mossa: “La ristrutturazione è possibile. Ma a modo mio”.
RISTRUTTURARE — A margine della presentazione di “Momenti Azzurri”, un’associazione culturale ispirata proprio al Napoli e alla sua storia, De Laurentiis ha spiegato le ultime novità: “Ieri ho avuto una riunione con 4 architetti relativa proprio allo stadio San Paolo – ha spiegato il produttore -, ma è il Comune che deve farci capire cosa fare: la ristrutturazione, comunque, è possibile”. E anche necessaria: Napoli, infatti, rischia seriamente di non essere annoverata tra le città italiane che ospiteranno l’eventuale organizzazione dell’Europeo 2012. Il progetto, dicevamo. Due le linee guida: “Eliminando la copertura e la pista d’atletica”. Unico il principio: “Il San Paolo si può rifare, ma senza che nessuno metta bocca e ci ostacoli. Bisogna avere il coraggio di cambiare e osare, altrimenti dopo tre sedute uno si alza e se ne va”.
NAPOLI CHANNEL — Il vulcanico Aurelio non si ferma e annuncia un’altra novità: “Tra febbraio e marzo avremo il Napoli Channel”. Champagne. Un canale tematico come quello di altri grandi club italiani. Un altro passo verso una consacrazione che, però, non può prescindere dai risultati: “Ho già dichiarato il nostro obiettivo: il Napoli merita di tornare in Europa, e lo ribadisco perché la squadra ha bisogno di stimoli”. Mazzarri, invece, frena e sceglie di vivere giorno per giorno: “Fa bene – precisa De Laurentiis -: il nostro allenatore ha saputo leggere bene la situazione”.
nuova calciopoli — In merito alle polemiche relative alle decisioni di Trefoloni in Parma-Napoli (soprattutto il rigore negato a Quagliarella), De Laurentiis precisa: “Il Napoli è un club educato e rispettoso e se certe situazioni restano occasionali allora nessun problema, se però si ripetono e diventano sistematiche allora io mi insospettisco e se mi insospettisco vado ad approfondire: non abbiamo bisogno di una nuova ‘calciopoli’, bisogna rispettare anche i tifosi, perché altrimenti si disaffezionano al calcio e questo vale un uppercut al mento del gigante”.
Fonte: Gasport






