17 maggio 2012

Quando nel 1998 il Vicenza andò a Stamford Bridge per giocare il ritorno di una storica semifinale di Coppa delle Coppe con il Chelsea, Christian Maggio era un ancora un ragazzo delle giovanili: cresceva nel vivaio veneto, sì, ma in prima squadra, sulla fascia destra, c’era Schenardi. In quel mercoledì di coppa di aprile di tanti anni fa, lui visse la vigilia e la grande sfida da tifoso. Sognando magari un giorno così da protagonista. Detto, fatto: il 14 marzo ci sarà anche lui nel tempio del calcio dei Blues. « Che grande soddisfazione. Ma sia chiaro: non abbiamo fatto ancora nulla, anche se questo risultato è il miglior modo possibile per andare a Londra ».

CHE SOGNO- E allora, la grande notte del Napoli e di Maggio. Che come sempre ha macinato chilometri in attacco e in difesa. « Le soddisfazioni personali si annullano rispetto a quelle della squadra: abbiamo giocato una grandissima partita e vissuto una serata da sogno. Siamo tutti molto felici ». E non potrebbe essere altrimenti: scaramanzie a parte – e conoscendo i protagonisti e i napoletani ne arriveranno vagonate -, gli azzurri sono davvero a un passo da una pagina di storia eccezionale. « Sì, è un sogno» .

LA BATTAGLIA - La questione, però, è un’altra: « Lo voglio ripetere: vincere 3-1 è un risultato importante, che magari ci dà un po’ di serenità e di fiducia in più in vista del ritorno, ma non siamo neanche a metà del percorso. Sì, abbiamo firmato un’impresa contro una squadra eccezionale, ma ai fini della qualificazione c’è tanto da lavorare. Piuttosto, voglio sottolineare la nostra reazione ». Punto e basta. « Non è questione di pretattica: nonostante sia un po’ meno brillante di noi, in questo momento, il Chelsea ha grandissimi campioni. Giocatori incredibili. E credo che a tratti si sia anche visto: abbiamo avuto la bravura di restare concentrati fino alla fine. Abbiamo vinto una grandissima battaglia» .

IL QUASI GOL - Poi, un parentesi sulle voci del prepartita relative a un inaspettato cambio di formazione di Villas-Boas: « In ritiro ho sentito qualche voce, ma onestamente non ci abbiamo fatto caso. Frustalupi è stato eccezionale in questi giorni: ci ha spiegato tutto a perfezione ». Il vice non ha fatto sentire la mancanza del maestro Mazzarri: « Ci ha caricato molto e ci ha dato la scossa dopo lo svantaggio ». Peccato solo per quel salvataggio sulla linea di Cole che gli ha spezzato le braccia. Cioè, abbassate di scatto: « Sì, stavo già esultando: sarebbe stato perfetto andare a giocare il ritorno sul 4-1. Poco male ».

CHE MENTALITA’ - Già, perché il Napoli, come dice Totò Aronica, è una squadra “intelligente”. E se lo dice uno dei più scafati del gruppo nonché dei migliori della difesa, dell’intera stagione e non soltanto della partita di ieri, allora bisogna crederci a occhi chiusi. « Quando riusciamo a mantenere la concentrazione per tutti i novanta minuti, siamo un’altra squadra. In quest’occasione siamo stati bravi e intelligenti: mentalità perfetta per una grandissima partita. Siamo molto soddisfatti».

E DROGBA? - Tutti felici, certo. E lui, forse, un pizzico più degli altri: ha annullato Drogba, lo ha cancellato di forza, mestiere, anticipi e contrasti. « Credo che Drogba si sia visto poco perché tutti noi siamo stati precisi in difesa ». Si schermisce, Totò. « L’organizzazione difensiva è stata ottima, e del resto ci avevamo lavorato molto: non è un mistero che il Chelsea ha un attacco super».

Fonte: Corriere dello Sport.it

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