Tra le speranze di concludere l’anno in bellezza e le scuse ad un ragazzo pulito
Venerdì, Dicembre 19, 2008 16:26
Lo splendido 2008 del Napoli giunge al termine ed il capolinea è la stazione di Torino. Contro i granata sarà una sfida che si annuncia ostica e aperta a tutti i risultati, forse ancor più del Torino-Napoli dello scorso anno, quando gli uomini allenati da De Biasi (da poco subentrato a Novellino in panchina) si imposero per 2 reti ad 1 in un match point salvezza fondamentale.

Il ballottaggio tra Denis e Zalayeta se fosse per i lettori di Amonapoli non avrebbe motivo di esistere. Gli esiti del sondaggio lanciato quasi 30 giorni or sono hanno la forma di una vera e propria investitura popolare per il Tanque azzurro, scelto dal 67% dei votanti contro il 33% che ha invece optato per il Panterone uruguaiano, su un campione di 227 menti pensanti e dita pigianti.
Sa dell’incredibile l’ultima del giudice Gianpaolo Tosel. Curve chiuse, squalifiche e multe a giocatori e società azzurra, incresciosi errori (squalifica a Zalayeta poi revocata..) ma stavolta non so cosa davvero dire.
Fu in un’afosa giornata agostana che il Napoli riassaporò la serie A, dopo ben 7 anni di astinenza. L’ansia per la prestazione era palese e giustificata tanto dal clima torrido quanto dall’ulteriore calore emanato dai 50mila e più accorsi a festeggiare il ritorno in massima serie, festeggiare per modo di dire… La sconfitta col Cagliari fu un duro richiamo alla calma dopo l’estate di festeggiamenti ed una campagna acquisti prospettica da molti vista con sospetto (Lavezzi è grasso, Gargano un tiracalci, Blasi e Zalayeta scarti della Juve etc.) ed uno sprone importante a migliorarsi con la scoppiettante trasferta di Udine che era dietro l’angolo.
Ferdinando Coppola, ovvero l’emblema del napoletano rinnegato. Molti lo ricorderanno quando difendeva la porta azzurra, con lui il Napoli conquistò la massima serie nel 2000, poi il tragico 1-5 col Bologna e la sua partenza dalla città natale. C’è chi quando è costretto dai casi della vita a separarsi dalla propria terra ne porta il buon nome in giro con se senza mai vergognarsi delle proprie origini. Nando Coppola invece, domenica 16 novembre, dopo aver ascoltato da buon professionista cori ingiuriosi ed offensivi verso la città di Napoli ed i suoi abitanti durante tutto il match s’è molto meno professionalmente rivolto verso i suoi tifosi, autori di tali cori, alzando i pugni al cielo e mandando baci. Dopo un giorno di silenzio il buon Nando si è concesso ai colleghi di Pianetanapoli e, tra tentativi di discolparsi e scuse inaccettabili, ha messo la cornice attorno ad un opera da lui stesso dipinta, ‘ò scuorn è Napoli’. Di uomini così non ne vogliamo…
Navigando nella grande Rete, ho trovato questo bell’articolo di un tifoso del Napoli in Tanzania, Africa. Consiglio a tutti di leggerlo perchè è molto carino e può far capire a tutti quanto sia sconfinata la fede per il nostro Napoli..
Gennaro Gattuso. La Gialappa’s direbbe “un uomo, un perché”. Il resto d’Italia, invece, lo ha ribattezzato Ringhio, probabilmente ispirandosi al cane di Aldo, Giovanni e Giacomo nel film “Tre uomini e una gamba”.Gattuso è un centrocampista recupera palloni, uno di quelli che corre avanti e indietro, su e giù nel tentativo disperato di raccattare qualche sfera giocabile; cosa che tutto sommato, non gli riesce poi così male, anche se in Italia, così come nel resto del Mondo, c’è chi sicuramente lo fa anche meglio.
Una sconfitta è sempre foriera di tristezza e recriminazioni, specialmente se maturata negli ultimi minuti di partita e con un autogol rocambolesco come accaduto nella notte di Milano. Ma perdere nel modo in cui si è perso col Milan oltre a far male ci da anche la dimensione tecnica e morale di questo Napoli, una squadra ed una società formata da uomini veri prima che grandi professionisti. Che basti questo al pubblico azzurro.
Grande o piccola? Da scudetto o da Uefa? Cinica o fortunata? Sono le tante domande che attanagliano le menti degli addetti ai lavori del nostro bel calcio quando si trovano a parlare della squadra che fa palpitare i nostri cuori. Una sensazione di puro godimento (come direbbero alla Muller) vedere i volti di tanti ‘milanjuventeristi’ traditi da un sentimento chiamato INVIDIA.
Uno splendido sogno che continua ad andare avanti imperversando nella serie A degli squadroni del Nord e delle rivelazioni di ottobre alla Udinese e Catania, questo è il Napoli signori. Quello che potrebbe essere uno spot per una regione dilaniata da scandali, crisi ed emergenze rimane stabilmente al primo posto in classifica a quota 20 punti, addirittura allungando, insieme alla compagna di fuga Udinese, sulle dirette inseguitrici Inter e Milan, rispettivamente ferme a 18 e 19. In questi casi è uso dire ’se è un sogno svegliatemi’. Ma perché mai? Noi vogliamo continuare a sognare…
“La classifica attuale? Tutto merito di Calciopoli”, parole di Aurelio De Laurentiis. E le parole, si sa, alle volte sono delle pietre, specie se scagliate da un gran comunicatore come il presidentissimo azzurro. La solita polemica di un polemico per antonomasia o l’affermazione a voce alta di un pensiero comune nell’opinione sportiva nazionale?
Godimento allo stato puro al San Paolo di Napoli per quei 40mila e passa fortunati che hanno potuto assistere ad un atto di forza, la riprova che, alla fine, il bene trionferà sempre sul male: Napoli batte Juve 2 a 1. Mai vista una Juve peggiore in tanti anni che i bianconeri hanno indegnamente calcato il palcoscenico di Fuorigrotta e, soprattutto, mai visto un Napoli così superiore al ben più titolato avversario. In definitiva possiamo dire che Reja ed il suo Napoli hanno dato una chiara e netta lezione di calcio a Ranieri e soci.
In un San Paolo pieno a metà, a causa della pilatesca decisione dell’arbitrato del Coni, va di scena la sfida più sentita dal popolo napoletano, come ammesso dal nostro capitano Paolo Cannavaro, Napoli-Juventus. Nord contro Sud, Sabaudi contro Borbonici, nebbia contro sole e potremmo continuare per ore e ore con mille luoghi comuni sulla eterna sfida tra bianconeri e azzurri. Ma la verità è una sola, Napoli-Juve rappresenta nell’immaginario collettivo l’eterna battaglia tra il bene e il male.
Ma chi metterà la penna in mano a simili giornalisti? In un periodo in cui in Italia il fenomeno razzismo è palesemente all’ordine del giorno e di fronte a casi stomachevolmente vergognosi come i pestaggi di Roma e Parma e all’intransigenza di Pianura contro i migranti spunta una domanda ridicola: “La convocazione di Santacroce in nazionale una risposta al razzismo?”
Gravissimo lutto per la famiglia De Laurentiis, è venuta prematuramente a mancare la sorella del presidente azzurro Marina. Per testimoniare la vicinanza alla famiglia di Aurelio De Laurentiis il sito ufficiale azzurro ha sospeso le proprie funzioni, emettendo soltanto un messaggio di cordoglio. Anche la redazione di Amonapoli intende esprimere la più profonda vicinanza al presidente Aurelio e a tutta la famiglia De Laurentiis.
Scotta ancora l’immeritata uscita dall’Europa ma, 2 giorni e via, ricomincia il campionato più bello al mondo ed è la compagine rossoblù a frapporsi sulla strada del Napoli, il Genoa di mister Gasperini. Seconda trasferta consecutiva per il Napoli e quarta in campionato (su 6 incontri disputati), ultimo incontro prima della sospirata sosta per la nazionale, sicuramente di importanza fondamentale.
‘Notti magiche inseguendo un gol’ cantavano Gianna Nannini ed il napoletanissimo Edoardo Bennata. E magica sarà la notte di Benfica per 11 giocatori d’azzurro vestiti e milioni di tifosi che non aspettano altro che l’occasione giusta per tornare ad esultare anche in Europa.
Pia illusione…solo un abbaglio, un pacco da consegnare a mo di testimone. Questo, in sintesi, il significato del successo di San Siro, prima giornata di campionato. Dopo di allora, solo sconfitte per la compagine emiliana, che non sembra essersi realmente rafforzata dopo un mercato comunque dispendioso.
Eccone un altro che da i numeri. Più sono i galloni che hanno in petto e più alto è il loro ruolo più si sentono in diritto di spararla grossa. Oggi ci ha pensato il nostro carissimo Prefetto Alessandro Pansa, tra l’altro ex commissario all’emergenza rifiuti, liquidato dopo ottimi risultati, a mettere insieme, in occasione di una premiazione ufficiale, un bel discorsetto assurdo e falso al contempo, queste le sue parole:
Torna il grande calcio serale allo stadio San Paolo e, anche quest’anno, il Palermo di Ballardini potrà calcarne il prato intriso di magia e storia calcistica. L’anno scorso sappiamo un pò tutti come andò a finire, zuccata di Hamsik e vittoria strappata in ‘zona Cesarini’ da un Napoli arrembante e pronto a lanciare l’assalto all’Europa.
Vada pure per la prima volta, ma due consecutive no, caro Fabiano non va proprio bene. E’ forse proprio Fabiano Santacroce la nota più negativa di questa splendida prima parte di stagione azzurra.
02/09/07 Udinese-Napoli 0-5. Fu quello il momento dell’esplosione azzurra, laddove tutta l’onda d’urto e la goliardica sfrontatezza dei ragazzini azzurri poté sgorgare ed abbattersi impietosamente sulla malcapitata Udinese di Pasquale Marino.
Tutto è pronto in città, per accogliere il match tra Napoli e Benfica. Si preannuncia uno stadio stracolmo, e si parla già di record d’incassi in relazione all’era De Laurentiis.



