A Udine persa l’imbattibilità ma non la mentalità
Lunedì, Febbraio 8, 2010 2:42
I piani alti del potere calcistico non vogliono il Napoli in Champions. Sarà per mera antipatia, perchè forse la più titolata (in Italia) Juve gode di qualche credenziale in più in Lega o semplicemente perchè De Laurentiis da molto fastidio in certi ambienti. E non chiamatelo vittimismo, preferisco essere bannato piuttosto come qualunquista che, da un po’ di tempo a questa parte, nel Bel Paese può essere considerato quasi come un complimento.

La partita: Spettacolare. Primo tempo palpitante con ribaltamenti di fronte continui e repentini. Tantissimi tiri in porta da entrambe le parti, ritmo alto e agonismo. La ripresa, coi napoletani in 10, è ancor più sorprendente: i partenopei non mollano un centimetro e sfiorano la vittoria all’ultimo respiro, col palo di Pazienza.

Sono passati pochi mesi e, sarà per colpa di un Napoli che con Mazzarri ha sì infilato un importante filotto di risultati ma non tale da dimenticare lo squallido avvio di torneo Donadoniano, saranno le imbarazzanti prestazioni offerte sinora e i miseri 3 gol segnati all’attivo, l’effetto Quagliarella sembra già esser svanito nella stampa e nel tifo partenopeo.
Così sono giunti anche i fulmini del Casms su Genoa-Napoli. O meglio, sui tifosi napoletani che hanno ricevuto la limitazione di acquistare un solo biglietto e di non cederlo a chicchessia. Qualcuno dirà ai sostenitori azzurri di non lamentarsi: in fin dei conti è solo un provvedimento “blando”.
A giugno forse in pochi avrebbero immaginato i risvolti che avrebbe preso il mercato azzurro. A giugno venivano messi in cantiere i primi colpi, e che colpi: oplà, ecco Quagliarella e Cigarini belli e impacchettati solo per iniziare. Poi di lì a qualche giorno arrivano altri 2 colpacci, il roccioso Campagnaro e Zuniga, il ‘nuovo Cafù’. Che dire? Napoli regina del mercato, in meno di un mese De Laurentiis ha sborsato quasi 45 milioni di euro e tutti su giocatori di sicuro affidamento e non sulle scommesse argentine di Marino. Poco importa se di quei 45 milioni circa 27 se ne siano andati per 3 giocatori sì forti, come Cigarini (11 mln), Campagnaro (9 mln) e Zuniga (8 mln), ma non certo dei fenomeni tali da valere certe cifre.
Dopo le polemiche di oggi scaturite dalla visione del vergognoso video di Matteo Salvini, parlamentare leghista, intento a cantare ‘napoletani colerosi e terremotati’, in serata giungono le dimissioni da deputato della Camera.



