Massimo Rastelli, e il fegato fece crack
Mercoledì, Marzo 25, 2009 9:00
Rastelli Massimo, detto “Satanasso”, nasce a Torre del Greco il 27 Dicembre 1968 sotto il segno del Capricorno. Il giovane Rastelli muove i primi passi da calciatore girovagando un po’ qua e un po’ là; infatti, nei primi tre anni cambia tre maglie passando tra Solofra, Catanzaro e Mantova. Una buona ascesa che lo porta fino a Lucca per indossare la maglia rossonera della Lucchese. Qui, Massimo, colleziona 222 presenze mettendo a segno 50 gol facendosi notare anche in altre categorie. Tant’è che il Piacenza lo ingaggia nell’estate 1997 concedendogli la possibilità di affermarsi anche in Serie B.

Bertrand Crasson nasce a Bruxelles il 5 ottobre del 1971. Effettuata tutta la trafila nelle giovanili del grande Anderlecht, Bertrand esordisce in prima squadra a 19 anni. La maglia dei capitolini belgi diventa quasi una seconda pelle per il terzino destro, tanto che la indossa per 6 anni di seguito collezionando 151 presenze e 13 gol.
Luigi Panarelli nasce a Taranto il 26 aprile del 1976. Sin da ragazzino entra a far parte delle giovanili del Taranto fino ad arrivare in prima squadra nel 94, anno in cui Panarelli esordisce in Serie D con la maglia rossoblù. Dopo un campionato da protagonista in Serie C2 sempre con la squadra pugliese, in cui il terzino destro dalla folta chioma si segnala come un giovane interessante, nell’estate del 96’ viene prelevato dal Napoli per giocare nella formazione Primavera. Dopo un anno di gavetta, nel 97’ è il momento del grande salto.
Mauro Facci, nasce a Latina il 26 Novembre del 1971. La sua vita è maturata completamente sui campi di gioco, anche se in molti si sarebbero augurati quelli del Subbuteo. La sua carriera calcistica non va oltre il Sud Italia e purtroppo, passa anche nel golfo di Napoli direttamente da quello di Salerno. Mauro Facci muove i primi passi nel 1989 con la maglia del Latina dopo una breve parentesi al Sorrento (0 presenze).
Si ritiene che Napoli sia la città del “pacco”, come narrano le antiche tradizioni partenopee e recentemente anche un film dal titolo: «Pacco, Doppio Pacco e Contropaccotto». Ma in questo caso la storia si ribalta: Napoli è stata anche la città che, calcisticamente parlando, ha ricevuto “il pacco”. In che senso? E’ indispensabile tornare indietro nel tempo: in Argentina si seppe di un mite interessamento del Napoli per il centravanti Josè Luis Calderon.
Prunier è passato alla storia come uno dei peggiori acquisti sia del calcio italiano che di quello inglese. Nella stagione 1996/97 veste la gloriosa maglia del Manchester United reduce da una buona stagione in Patria, nel Bordeaux. Parte bene con una gagliarda prestazione all’esordio ma nel match successivo i “Red Devils” beccano ben quattro gol dal Tottenham e sulla graticola finisce il buon William, protagonista di una prestazione quasi imbarazzante.
Esteban Javier Lopez D’Asero nasce il 17 ottobre 1976 a Buenos Aires, città da sempre fucina di campioni. Con Esteban, però, la grande tradizione della capitale argentina, in materia calcistica, viene sfatata del tutto. Ben presto Lopez si trasferisce in Spagna (tanto che il suo passaporto è iberico n.d.r.), nazione nella quale muoverà i suoi primi passi nel mondo della palla con esagoni. A battezzarlo, calcisticamente parlando, è una squadra che milita nel campionato di Serie B, il Murcia. Quest’ultima non sarà, però, l’unica fortunata compagine cadetta a “godere” delle prestazioni di Esteban, che vestirà anche la maglia dell’Albacete.
Chissà chi, scavando nella propria mente o in qualche almanacco, possa riportare alla luce il ricordo di un centrocampista come lui, uno di quelli che definire bidone è quasi un lusso. Sebastiano Vecchiola nasce a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, il 23 Maggio 1970; inizia la sua “splendida” carriera nella Sambenedettese dal 1987 al 1990 collezionando 34 presenze e un solo gol. Vecchiola si presenta come il grande centrocampista centrale col fiuto dell’inserimento alle spalle di tutti, bravo sottoporta e sontuoso nella rifinitura; tutte qualità che, nonostante tutto, difficilmente è riuscito a mostrare in tutto il suo splendore;
Carlo Cornacchia nasce ad Altamura il 4 maggio 1965. A dieci anni entra già a far parte delle giovanili del Torino, maglia con la quale nonostante percorrerà tutta la trafila non riuscirà mai ad esordire. Il suo debutto fra i professionisti avviene a 20 anni proprio dalle nostre parti nelle fila del glorioso Campania Puteolana, allora squadra di Serie C.
Scaraventato sulla panchina del Napoli dopo le dimissioni di Carletto Mazzone, undici anni fa l’ex profeta Giovanni Galeone chiese ai dirigenti del Napoli di acquistare un centrocampista. Non voleva Peppe Giannini, il Principe legato al predecessore, e fece ingaggiare il suo allievo Massimiliano Allegri, che avrebbe giocato soltanto 7 partite in maglia azzurra nella stagione della retrocessione della squadra in serie B con 14 punti. Max è tornato al San Paolo nella stagione 2004-2005, serie C1: era l’allenatore della Spal battuta dagli azzurri di Reja per 1-0, grazie al gol del Pampa Sosa al 32’ del secondo tempo.
Renato Olive nasce a Putignano, nella provincia di Bari, il 6 Aprile del 1971; carattere forte e deciso. Da buon ariete, ha lasciato nel mondo del calcio tanta grinta, voglia di fare e di cambiare…soprattutto fuori dal campo! Renato “Dos Santos” Olive, come avrebbe voluto farsi chiamare, inizia la sua carriera nel Monopoli come centrocampista offensivo e non come padrone di “Parco della Vittoria”, la sua luce comincia a splendere agli inizi degli anni ’90, quando con la maglia della Vis Pesaro segna 9 gol nel campionato di serie C2 guadagnandosi anche il premio di “Miglior giocatore del torneo”.
Carlos Alberto Pavon è nato a El Progreso in Honduras il 9 ottobre di trentacinque anni fa. Cresciuto nelle giovanili del Real Espana, esordisce con questa maglia in Serie A honduregna a soli 18 anni. Da subito diventa una star nel suo paese ed a 21 anni riceve già la massima onorificenza dal Presidente della Repubblica del suo paese. Nel 1995 tenta per la prima volta il grande salto in Europa. Ad acquistarlo, infatti, sono gli spagnoli del Valladolid, che lascerà, però, dopo sole 9 presenze senza gol.
Ricordate quando su ‘mai dire go’l la Gialappa’s mostrava impietosamente quanto fosse ripetitivo il linguaggio dei giocatori della serie A? Era tutto un abbondare di frasi fatte e scontate, un’esaltazione di avverbi che mal celavano il disinteresse del giocatore verso l’intervistatore.
“Se devo paragonarlo a un italiano, direi Chiesa. Stessa capacità di vedere la porta,stessa rapidità nel tiro, grande tecnica. Tira di destro e sinistro. Per me farà bene in Italia, si adatterà presto”. Parole che sanno di minaccia.



