Napoli, Pandev prima di tutto. Altrimenti Di Natale
domenica, giugno 21, 2009 15:50
Pensieri sparsi che frullano in testa: la vita è un sogno, e questa favola va vissuta sino in fondo. Quagliarella, poi Cigarini, poi Campagnaro, poi De Ceglie e poi l’idea folle, la sublimazione del calcio attraverso il tridente: Totò Di Natale oppure Goran Pandev.
Il tormento e l’estasi in un’estate torrida, arroventata, consumata attraverso conversazioni telefoniche e messaggi inequivocabili: è la passione che Pierpaolo Marino cova per Totò Di Natale, è la tentazione di Aurelio De Laurentiis di concedersi un coupe de theatre con Goran Pandev, è un Napoli che deve nascere e crescere a prova di bomber, e poco importa che ci sarà da soffrire, rimanendo inquietati alla vaghezza delle distanze. Arriveranno giorni migliori.
LA SFIDA – Intanto, il braccio di ferro può dirsi avviato, e la trattativa per Pandev decolla lentamente ma pubblicamente, a mezzo stampa. Tra Lazio e Napoli è un match all’ultimo euro, che Claudio Lotito ha ufficialmente lanciato attraverso lalaziosiamonoi, senza cedimenti, senza tentennamenti, con piglio anzi deciso: «Se il Napoli vuole Pandev deve pagarlo una cifra congrua, assai maggiore di quanto si sia ventilato sinora. Anche perché se mi viene presentata un’offerta più bassa del valore del calciatore, non prendo neanche in considerazione la sua cessione». In soldoni: alla Lazio, ci sono borsoni pronti per contenere non meno di quindici milioni di euro, da accompagnare magari con un calciatore – Blasi? Bogliacino, ch’è ritenuto incedibile a Castelvolturno? – e da sentiti ringraziamenti. Il Napoli resta sospeso nel vuoto, lasciandosi cullare dal suggestivo ponentino della Roma biancoazzurra, che certo un po’ fa venire i brividi ad una cassaforte già messa a dura prova dai circa 40 milioni utilizzati per arrivare al primo poker di rinforzi, Quagliarella, Cigarini, Campagnaro e De Ceglie.
L’ATTESA – Ma l’obiettivo più affascinante, custodito segretamente da Pierpaolo Marino, si chiama Totò Di Natale: il prototipo dell’attaccante ideale, la fantasia per scalare il potere, la napoletanità assoluta per chiudere il cerchio, la mente per armare il braccio Quagliarella, la spalla tecnicamente compatibile per Ezequiel Lavezzi. Di Natale, nonostante le sue trentadue primavere, perché l’età biologica è un’altra e il ringiovanimento è figlia degli stati d’animo. L’Udinese ha confermato attraverso il dg Gasparin: «Sì, è vero, ci è stato chiesto». Poi, è calato il silenzio – strategico? – intorno a una trattativa in fase embrionale. In gestazione, insomma.
SETTIMANA VERITA’ – Il week end è sacro, viene avvolto nella riservatezza più assoluta, ma domani, sarà già un altro giorno e servirà per ricominciare a tessere la tela. Soffiatine dalla Scozia: c’è stato un approccio con Massimo Donati. Ma c’è dell’altro: c’è il portiere del Cagliari Federico Marchetti che rimane un pupillo del presidente De Laurentiis. E poi c’è il ballottaggio in attacco, da definire non soltanto sbirciando in tasca: crepi l’avarizia, come dimostrato. Ma con Antò – Di Natale fa caldo…
Fonte: Corsport






